Nella frazione di Cedogno (Parma), si trova il primo Museo al mondo dedicato esclusivamente ai lucchetti.
Quella esposta è la collezione di Vittorio Cavalli, che in 60 anni , ha raccolto oltre 4000 serrature
portatili, dai quattro angoli del globo.
Nato a Bazzano di Neviano Arduini il 20.10.1923, lavora come falegname sino all’età di vent’anni. Nel ’43, durante il servizio militare, gli viene regalato un lucchetto a combinazione che si apriva
componendo la parola “juana”. Ciò diede origine in lui ad una straordinaria passione per tutti i
lucchetti, tradotta in una inesauribile attività collezionistica, mai sopita che porta Vittorio
Cavalli dal dopoguerra ad oggi, a disporre di una raccolta di manufatti senza pari. La collezione
comprende un numero enorme di lucchetti storici di ogni genere e forma provenienti da tutto il mondo.
Vittorio Cavalli ha viaggiato per anni in tutta l’Italia, Germania, Cecoslovacchia, Austria, Francia,
e ancora Russia e Marocco, passando al setaccio le case che trovava lungo il suo percorso. Partiva per qualche settimana e riportava al suo ritorno decine di “piccole cosine” soprattutto di ferro che non costassero molto e che non fossero ingombranti. I lucchetti innanzitutto, ma anche lucerne, pipe, fiammiferi, sigarette custodite nelle loro vecchie scatoline di cartone, ceramiche e souvenir in
metallo, anche quelli un po’ kitsch.
Il Museo storico del lucchetto è uno di quei musei voluti fortemente dagli enti del territorio.
La collezione di lucchetti, composta da migliaia di pezzi, costituisce innanzitutto, il patrimonio del
museo, messo a disposizione dal suo artefice Vittorio Cavalli. La scoperta della raccolta è avvenuta
un po’ per caso, grazie ad una esposizione temporanea dedicata ai lucchetti, organizzata dal Comune di Canossa. Da quel momento e dagli incontri avvenuti in quella circostanza la collezione è stata oggetto di un crescente interesse da parte degli enti locali: il Centro Studi Valle del Termina, associazione nata con l’intento di divulgare la storia, la cultura e le tradizioni della valle, ha favorito gli incontri fra istituzioni. L’azienda Zadi Spa di Carpi, il maggiore costruttore europeo di serrature per veicoli ha dato la propria disponibilità come sponsor, il Comune di Neviano si è fatto promotore e coordinatore del progetto del museo, gli architetti Maria Cristina Curti e Mario Ugolotti del Centro Studi, con i loro studenti del Liceo Statale d’Arte “Paolo Toschi di Parma” hanno elaborato il progetto dell’allestimento e hanno catalogato il materiale. L’ingegnere Adalberto Biasotti, esperto UNESCO per la protezione del patrimonio culturale, ha poi contribuito all’analisi storico culturale e alla sistemazione per aree geografiche del materiale.