A distanza di 5 anni dalla mostra sulla scultura italiana del XX secolo che inaugurava la nuova sede della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, gli spazi di via Solari 35 ospitano un’esposizione che traccia un primo bilancio delle ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche.
Curata da Marco Meneguzzo, La scultura italiana del XXI secolo - tale è l’ambizioso titolo dell’iniziativa - presenta le opere di 80 artisti, tutti nati nella seconda metà del secolo scorso, dagli ormai storicizzati Nunzio e Dessì, agli esponenti delle generazioni più recenti, quali Cattelan, Bartolini, Dynys, Esposito, Arienti, Moro, Beecroft, a quelle ancora più giovani, con Cecchini, Sissi, Demetz, fino alle ultimissime come Sassolino, Simeti, Previdi, Gennari che verificano di quanto siano mutati i confini linguistici della scultura e se questi esistano ancora.
L’esposizione, che si pone in linea di ideale continuità con quella del settembre 2005, propone le più diverse espressioni di quella che si potrebbe configurare come 'la nuova tendenza della scultura', oggi la disciplina più difficile da definire: i linguaggi si sono definitivamente ibridati, i codici tradizionali sono stati rapidamente abbandonati negli ultimi trent’anni, e quella che era la disciplina artistica più 'certa'nelle definizioni è divenuta di fatto la più incerta.
Infatti, la scultura oggi rientra nel campo del transitorio tanto che quella pretesa di durata, segnata dall’uso di materiali quasi eterni come il bronzo e il marmo, rischia di essere percepita come anacronistica non solo dall’artista, ma anche dal suo pubblico.
| A Milano la scultura italiana del XXI secolo | ||
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Provincia: Milano |
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