Museo dei Cavatappi
PUBBLICATO IL:
26/05/11

Alcune notizie sul “farmacista”-“collezionista”…..Paolo Annoni.

Sono nato a Torino e dopo la Laurea in Farmacia ho cercato, ed acquisito una farmacia “in campagna” nella provincia di Cuneo e precisamente a Carrù, patria del bollito e del Bue Grasso.
L’interesse per il vino e per la cucina erano già più che un germoglio, mio nonno paterno è stato il cuoco di alcune ambasciate italiane in Europa, ma arrivando alle porte della Langa si è trasformata in passione anche grazie alla frequentazione di amici gourmet, produttori di vino e ristoratori.
Nel 1987 un amico, vista la mia passione per il vino mi regalò un cavatappi antico:si trattava di un esemplare francese affascinante e molto bello, l’Excelsior brevettato da Jacques Pérille nel 1880.
Ma questo lo scoprii  dopo aver aperto numerose buone bottiglie!
Quel cavatappi antico mi incuriosì e stimolò il mio interesse. Mi misi quindi a cercare altri cavatappi d’epoca e naturalmente a studiarne la storia e l’evoluzione nei secoli sia dal punto di vista tecnologico che da quello artistico.
Con lo scorrere degli anni il tarlo del collezionista di cavatappi pian piano si insinuava dentro di me, così tra un mercatino d’antiquariato e l’altro la collezione contava già qualche centinaio di pezzi, iniziai a conoscere altri collezionisti in tutto il mondo con i quali scambiare esemplari e informazioni.
Con l’aiuto di alcuni libri la mia conoscenza aumentò al pari della mia raccolta, e i mercatini d’antiquariato non bastavano più… i passi successivi sono stati antiquari specializzati e le aste di Christie’s e Sotheby’s.
Naturalmente era d’obbligo che ogni nuovo cavatappi della collezione venisse “testato” con l’apertura di una buona bottiglia di vino.
Nel frattempo la mia collezione superò i mille esemplari di cui alcuni particolarmente rari e preziosi.
Nel 2006 nella mia mente scatta l’idea! Aprire un Museo dei Cavatappi a Barolo…
Le collezioni possono essere un bene di tutti, condividere il frutto di un meticoloso lavoro di anni può essere utile per chi lo fa e per chi ne fruisce e poi quale località nel mondo può essere più centrata di Barolo, nei locali antica sede della Cantina Abbona, accanto al Castello dei Marchesi Tancredi Falletti e della Marchesa Colbert “madrina” con l’enologo Oudart del Barolo che oggi tutti noi conosciamo?
Quindi dall’idea passo ai fatti, nel gennaio del 2006 con la collaborazione di due architetti albesi, Danilo Manassero e Luigi Ferrando, e dell’amico ebanista restauratore di Benevagienna Massimo Ravera, il 13 maggio 2006 arrivo all’inaugurazione del Museo dei Cavatappi.
Per me è una gioia ed una grande soddisfazione veder realizzato questo sogno a Barolo e poi dato che “l’appetito vien mangiando”, ho realizzato un altro sogno sempre a Barolo: ho acquistato 4 filari di Nebbiolo da Barolo, si badi bene non un appezzamento ma 4 filari di numero, con i quali proprio nel 2011 presento il mio primo Barolo Sarmassa.
Si tratta di 800 bottiglie di quello che mi auguro possa divenire “una chicca” tra i grandi Barolo prodotti nelle Langhe!
Nel frattempo guardo i dati di affluenza nel Museo in questi 5 anni e sono molto soddisfacenti, perché incuriosisce il “turista del vino” che frequenta le nostre amate Langhe, ed incuriosisce le TV e “la stampa” italiana ed internazionale che hanno dedicato molti spunti all’iniziativa..
E la collezione continua, per esempio uno degli ultimi è inglese di fine ‘800 ed è nascosto all’interno di un bastone da passeggio……