Lo studio romano sul Lungotevere della Vittoria, dove lo scrittore Alberto Moravia si trasferì nei primi anni '60 e dove scrisse alcune sue opere tra cui la raccolta di saggi 'L'uomo come fine' e il romanzo 'L'attenzione', ha aperto le porte al pubblico lo scorso 1 dicembre come Casa Museo Alberto Moravia.
L'appartamento, oggi sede dell'associazione Fondo Alberto Moravia, e' composto da un salotto con un ampio terrazzo con affaccio sul Tevere, una cucina stile anni '70, una camera da letto e lo studio; appesi alle pareti numerosi quadri e ritratti dello scrittore italiano dipinti da diversi artisti, da Renato Guttuso a Mario Schifano, da Sergio Vacchi a Giulio Turcato passando per Corrado Cagli e Lorenzo Tornabuoni.
Durante la visita si possono ammirare la biblioteca personale di Moravia e un archivio con oltre 15 mila documenti tra lettere e manoscritti, ma anche la collezione di oggetti e maschere provenienti dai numerosi viaggi fatti dallo scrittore in Africa, Asia e America del Sud.
Tra le opere pubblicate dopo il trasferimento dello scrittore insieme a Dacia Maraini nell'appartamento del quartiere delle Vittorie ricordiamo: 'La rivoluzione culturale in Cina', 'Il paradiso', 'Io e lui', 'Il viaggio a Roma', 'L'inverno nucleare', 'Passeggiate africane' e 'Romildo'.
La casa-museo si potra' visitare su prenotazione e in gruppi massimo di 15 persone.
A gennaio partirà la didattica per le scuole.